Il momento giusto (edited)

Ci sono storie che accadono quando vuoi, quando pensi che ci siano anche solo le minime condizioni, perché immaginate, pianificate e inseguite a lungo.

Hai coltivato quel futuro desiderato con diligenza e determinazione, pazienza e passione, hai atteso il momento giusto, l’attimo fuggente, che avresti forse potuto vivere prima, come un insistente déjà-vu e quando ci sei arrivato vicino, hai ingranato la marcia e via!

È successo più o meno così una decina di anni fa - undici per essere più precisi - esattamente come oggi, quando dopo una lunga riflessione e al culmine di una lunga e faticosa giornata di tensione, iniziavo il cammino da libero professionista.

Oggi preferisco dire “professionista libero”, libero di essere e di fare, libero di scegliere, come pure di fermarmi per parlare con qualcuno o per guardare un panorama.

Un inizio quasi minimalista — così decisi di cominciare il mio concerto — “con quello che era rimasto”, poche cose, buone e solide relazioni, molte valigie di esperienza: l’essenziale per partire.

“Talvolta è compito dell’artista capire quanta musica sia ancora possibile creare con quello che è rimasto.“ (Itzhak Perlman)

Di quel giorno un ricordo buio e luminoso ad un tempo, buio come il forte mal di testa che provai, luminoso perché liberatorio, dopo notti insonni a pensare che fosse la decisione giusta, nella consapevolezza di aver fatto tutto il possibile e anche molto di più, per quello che volevo fosse un percorso attuale, sfidante e non convenzionale.

Nel frattempo ho percorso migliaia di chilometri, ho stretto nuove conoscenze, ho continuato ad alimentare le buone relazioni e soprattutto ho capitalizzato le mie competenze e ne ho acquisite delle altre, credendo fermamente nel tempo giusto di un nuovo umanesimo.

Ho ceduto all’ “insostenibile leggerezza dell’andare” che tutto regola e sostiene, mentre ho appreso di dinamiche digitali, quelle dell’internazionalizzazione, prima e di coaching poi, perché l’unicità delle Persone è un patrimonio incommensurabile e da buon camminatore, con irrinunciabile curiosità, forte della certezza che ogni momento per “imparare” è una piccola rivoluzione.

Ho praticamente scomposto la professione, l’ho aperta come una matrioska, estraendone i buoni principi. L’ho arricchita, diversificata, resa plurale e interdisciplinare.

E poi ho pensato che lavorare per l’export, per l’internazionalizzazione, potesse e dovesse essere più di un viaggio, meglio ancora un itinerario dall’Italia verso l’Estero, ma anche dall’Estero verso l’Italia, perché “un cambio di scenario può aiutare tutto”.

“A change of scenery can help everything.” (Drew Pomeranz)

Le relazioni curate con passione certosina hanno maturato i frutti, hanno dato luogo a nuove opportunità — generate con naturalezza — e che durano nel tempo: una creazione di valore umano infinitamente grande.

Ancora oggi continuo a ripetermi, se davvero ho fatto tutto questo da solo. In realtà sarebbe stato impossibile. Quel percorso cominciato undici anni fa non potrebbe mai essere stato scritto da una sola persona!

Gli affetti, la Famiglia, gli Amici, le persone conosciute per la prima volta, ma anche gli ostacoli, la resistenza, gli episodi di rassegnazione e sconforto, poi la ricarica e dieci, cento, mille spunti e motivazioni per non perdere di vista il sentiero.

Ho scritto e riscritto pagine su pagine. Ho (re)inventato — come tanti amici e colleghi — buttandomi in acqua senza saper nuotare e per di più con poca acqua disponibile: la mia metafora dell’essenzialità, un principio guida al quale non ho saputo e non voglio rinunciare.

La passione e lo studio, la consapevolezza culturale ma anche la voglia ineludibile di viaggiare, poi i punti fermi, le amicizie, quelle fatte di un’altra pasta e quelle nuove, senza trascurare un po’ di ironia e mettendoci tanta pazienza a giocare un gioco in cui le regole sono cambiate in corsa e ancora cambiano.

Non tornerei più indietro!

“Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo.
L’altro è pensare che ogni cosa è un miracolo.”
(Albert Einstein)

#change #lifechange #anewpath
#15march2010 #secondlife
#nevergiveup #coaching #motivation

“La magia è credere in noi stessi. Se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa.” (Goethe)

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