Madrid

Le città che amiamo, quelle dove siamo nati e dove viviamo, che improvvisamente si sono riempite di piazze impensabili e di mura sconosciute…

Le città nelle quali abbiamo imparato un nuovo stile di vita, senza prima poter provare, subito immersi in una piscina quasi vuota, che abbiamo riempito ognuno con il meglio di noi…

Le città in cui la “distanza sociale” è stato un falso storico fin dal primo momento e dove la distanza fisica ha reso più deboli i già deboli, ha fatto diventare più incivili gli ignoranti, ma ha creato tante piccole e grandi fortunate comunità che non sapevano di essere tali…

Hong Kong

Le città in cui ci siamo scoperti a piangere per una morte distante, sconosciuta e dove — non per tutti — la sofferenza di uno è stata la pena di tanti: la vera prova per essere un Paese!

Le città in cui si sta ancora studiando cosa sia il rispetto del prossimo e quanto grande possa e debba essere il comportamento di ognuno per il “bene comune”!

Le città in cui la cultura ha fatto la differenza e in cui la “consapevolezza culturale” — quella naturale a questo Mondo — dovrebbe aver distribuito schiaffoni nemmeno tanto virtuali a destra e a manca…

Detmold

Le città, quegli insiemi grandi, piccoli, antichi, moderni, ricchi, poveri, popolosi, scarsamente abitati, che abbiamo studiato, ma che talvolta facciamo fatica ad applicare alla realtà, a costruirne l’immaginario persino, dietro certi complessi fortificati di luoghi comuni e irresponsabile follia.

Le città che confermano, dimenticano, stravolgono, ricreano lo stesso concetto di città, senza quasi sapere perché esistono.

Lucca

Le città, in cui molti hanno cercato di nascondersi, altri hanno combattuto per vivere, altri ancora hanno provato la fuga in attesa di un momento migliore.

Le città che sembrano didascalie, le città che insegnano a stare al Mondo.

Malgré tout, la prossima volta, non basteranno più e solo le facciate!

Roma

“Ciudad es ante todo plaza, ágora, discusión, elocuencia. De hecho, no necesita tener casas, la ciudad; las fachadas bastan. Las ciudades clásicas están basadas en un instinto opuesto al doméstico. La gente construye la casa para vivir en ella y la gente funda la ciudad para salir de la casa y encontrarse con otros que también han salido de la suya.” #JoséOrtegayGasset

“La città è soprattutto una piazza, un’agorà, una discussione, l’espressione delle emozioni. Infatti, non ha bisogno di avere case, la città; bastano le facciate. Le città classiche sono fondate su un istinto opposto a quello domestico. La gente costruisce la casa per viverci e la gente ha trovato la città per uscire di casa e incontrare altri che sono usciti dalla loro casa.”

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