Le smanie per la riapertura

Non abbiamo vissuto, né stiamo vivendo, una guerra.

Viviamo un momento difficile, complesso, della nostra esistenza, che va compreso e affrontato con le migliori capacità che possediamo e alle quali abbiamo indistintamente tutti accesso.

Abbiamo sofferto il distanziamento sociale, ma l’abbiamo chiamato e lo chiamiamo tutt’oggi con il nome sbagliato! “Distanziamento fisico” è l’esatta definizione, visto che quanto a distanziamento sociale, non siamo stati mai così vicini.

“La distanza non è un ostacolo al tenersi in contatto − ma il tenersi in contatto non è un ostacolo all’essere distanti.” #ZygmuntBauman

Non sappiamo resistere alla lamentazione, uno degli esercizi più scontati — di quelli che basta nulla per avere il sangue in ebollizione — invece di reagire con la pazienza del giardiniere, con la malizia dell’esploratore e con la fiducia di chi crede e fa in modo che tutto possa procedere per il meglio.

Soprattutto non sappiamo resistere alla trasgressione, quasi fossimo in un videogioco a punti o a facessimo a gara per chi interpreta il ruolo di fenomeno più alla lettera.

Duole vedere rialzi di numeri, cadute di stile, mancanza di rispetto e forti rigurgiti di individualismo e poi pentimenti last-minute, quando tutti abbiamo bisogno, veramente bisogno, gli uni degli altri.

Cui prodest? A chi giova? È forse un gioco per la sopravvivenza o una prova per capire ancora di più che da soli non si va da nessuna parte?

C’è una finestra sul cortile, che dimentichiamo sempre di aprire, di lasciare aperta magari. Da quella finestra non entra corrente né uno spiffero fastidioso, entra aria di mutuo aiuto, di condivisione, di buone parole, così come ci aspetterebbe tra persone civili, tra umani!

“Noi viviamo molto vicini. Quindi il nostro scopo della vita è aiutare gli altri.
E se non potete aiutarli, almeno non fate loro del male.” #DalaiLama

“Devo portare l’autocertificazione per andare al lavoro, ma non ho la stampante a casa. Mi faresti la cortesia!”

“Vado a fare la spesa. Visto che siete impegnati con i bambini, ci pensiamo noi.”

Ne ho sentite fortunatamente parecchie di queste ineludibili forme di gentilezza, nonostante tutto! Nulla di cui vergognarsi.

Eppure c’è chi è “rimasto offeso” da questo lockdown, chi ha visto “calpestata la propria libertà”, chi ritiene di aver sofferto angherie medievali, qualcuno ci ha visto persino complotti transnazionali e saghe potteriane!

Mia nonna, buon’anima, da saggia siciliana, avrebbe lapidariamente osservato: “A cu cciu cunti?” [“A chi la racconti?”]

Basterebbe applicarsi, come talvolta diciamo ai nostri figli, quando incespicano a scuola. Invece no. Ci ostiniamo invece a cercare colpevoli, disquisire con la spocchia dell’azzeccagarbugli di manzoniana memoria, quando giudiziosamente assai “Si potrebbe però, tanto nelle cose piccole, come nelle grandi, evitare, in gran parte, quel corso così lungo e così storto, prendendo il metodo proposto da tanto tempo, d’osservare, ascoltare, paragonare, pensare, prima di parlare.” #AlessandroManzoni

Sappiamo di essere capaci di un comportamento educato, ma forziamo la mano, voltando la testa da un’altra parte.

Qui c’è la mappa di un’Italia sconnessa, che guarda altrove, lontano da dove dovrebbe guardare.

Photo Credits: www.corriere.it

Non abbiamo bisogno di eroi, c’è bisogno di saggezza, che si tratti di bimbi, giovani, adulti e anziani. La saggezza si apprende praticandola.

Alle smanie per la riapertura preferiamo allora le smanie per la villeggiatura, che torneranno prima di quanto si possa pensare!

“Il mondo è un bel libro, ma poco serve a chi non lo sa leggere.” #CarloGoldoni

“La magia è credere in noi stessi. Se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa.” (Goethe)

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store