Le smanie per la riapertura (edited)

Non abbiamo vissuto, ne stiamo vivendo, una guerra.

Viviamo un momento difficile, complesso, della nostra esistenza, che va compreso e affrontato con le migliori capacità che possediamo e alle quali abbiamo tutti indistintamente accesso.

Tutto in un anno! Tante cose che non era previsto accadessero. Un anno fa ci siamo chiusi in casa, abdicando alla nostra più naturale predisposizione ai rapporti umani. In realtà abbiamo reso le nostre relazioni più intense ed essenziali, vere.

Nel silenzio abbiamo lasciato luoghi comuni e (ri)costruito certezze ignote e di cui c’era un forte bisogno.

Pochi passi, in prossimità, per rimettere a fuoco i profili, la vegetazione,
“i soliti posti” di infinita bellezza, quella che rimane addosso come una sorta di imprinting.

Abbiamo sofferto il distanziamento sociale, ma l’abbiamo chiamato e lo chiamiamo tutt’oggi con il nome sbagliato! “Distanziamento fisico” è l’esatta definizione, visto che quanto a distanziamento sociale, non siamo stati mai così vicini.

“La distanza non è un ostacolo al tenersi in contatto ma il tenersi in contatto non è un ostacolo all’essere distanti.”
#ZygmuntBauman

Però non sappiamo resistere alla lamentazione, uno degli esercizi più scontati — di quelli che basta nulla per avere il sangue in ebollizione — invece di reagire con la pazienza del giardiniere, con la malizia dell’esploratore e con la fiducia di chi crede e fa in modo che tutto possa procedere per il meglio.

Soprattutto non sappiamo resistere alla trasgressione, quasi fossimo in un videogioco a punti o a chi interpreta il ruolo di fenomeno più alla lettera, a dimostrazione del solito #dunningkruger

Duole vedere rialzi di numeri, cadute di stile, mancanza di rispetto e forti rigurgiti di individualismo e poi pentimenti last-minute, quando tutti abbiamo bisogno, veramente bisogno, gli uni degli altri.

Cui prodest? A chi giova? È forse un gioco per la sopravvivenza o una prova per capire ancora di più che da soli non si va da nessuna parte?

C’è una finestra sul cortile, che dimentichiamo sempre di aprire, meglio ancora di lasciare aperta. Da quella finestra non entra corrente né uno spiffero fastidioso, entra aria di mutuo aiuto e di rispetto, di condivisione, di buone parole, così come ci si aspetterebbe tra persone civili, tra umani!

Dovremmo chiedere aiuto alla Natura. In fondo la #Natura almeno lei, non mente! Può essere accogliente, se il sole ci mette del suo oppure severa. Rimane il fatto che puoi percorrerne i sentieri, arrampicarti sulle pareti, faticare, fermarti, gettare uno sguardo lontano e dirti privilegiato!

“Noi viviamo molto vicini. Quindi il nostro scopo della vita è aiutare gli altri. E se non potete aiutarli, almeno non fate loro del male.”
#DalaiLama

“Devo portare l’autocertificazione per andare al lavoro, ma non ho la stampante a casa. Mi faresti la cortesia!”

“Non posso andare a fare la spesa. Visto che tu vai, puoi pensarci tu per noi?”

Ne ho sentite fortunatamente parecchie di queste ineludibili forme di gentilezza, nonostante tutto! Nulla di cui vergognarsi.

Eppure c’è chi è “rimasto offeso” da questo lockdown, chi ha visto “calpestata la propria libertà”, chi ritiene di aver sofferto angherie medievali, qualcuno ci ha visto persino complotti transnazionali e saghe potteriane!

Mia nonna buon’anima, da saggia siciliana, avrebbe lapidariamente osservato: “A cu cciu cunti?” [“A chi la racconti?”, NdT]

Basterebbe applicarsi, come talvolta diciamo ai nostri figli, quando incespicano a scuola. Invece no. Ci ostiniamo invece a cercare colpevoli, disquisire con la spocchia dell’azzeccagarbugli di manzoniana memoria, quando giudiziosamente assai “Si potrebbe però, tanto nelle cose piccole, come nelle grandi, evitare, in gran parte, quel corso così lungo e così storto, prendendo il metodo proposto da tanto tempo, d’osservare, ascoltare, paragonare, pensare, prima di parlare.” #AlessandroManzoni

Sappiamo di essere capaci di un comportamento educato, ma forziamo la mano, voltando la testa da un’altra parte.

Qui c’è la mappa di un’Italia sconnessa, sbilanciata, che guarda altrove, lontano da dove dovrebbe guardare, che fa un passo avanti e tre indietro.

https://www.corriere.it/speciale/salute/2020/mappa-coronavirus-italia/

Non servono politici né esperti. Serve che ognuno ricorra all’intelligenza e che interpreti il proprio copione e lo renda autentico, con competenza, autorevolezza e buonsenso, difficili da reperire ormai persino al supermercato.

Alle smanie per la riapertura preferiamo allora le smanie per la villeggiatura, che torneranno prima di quanto si possa pensare!

“Chi è autentico, assume la responsabilità per essere quello che è e si riconosce libero di essere quello che è.” #JeanPaulSartre

#essereumani #stayhuman
#relazioni
#consapevolezza #responsabilità #autenticità

“La magia è credere in noi stessi. Se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualsiasi cosa.” (Goethe)

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